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Accordo quadro tra Soprintendenza Speciale per Pompei e Università di Napoli Federico II

Un’indagine approfondita del bosco sui cumuli borbonici

La copertura forestale sull'area di scavo dell'Insula Occidentalis (Photo courtesy by Gaetano Di Pasquale).
L’accordo ha come obiettivo l’indagine di una vasta area dell’area archeologica compresa tra Porta Ercolano e la casa di Fabio Rufo, a ridosso dell’Insula Occidentalis; si è definita quindi una equipe interdisciplinare (Dipartimento di Studi Umanistici, Dipartimento di Ingegneria, Dipartimento di Architettura, Museo delle Scienze Agrarie), che lavorerà sinergicamente in maniera tale da risolvere le complesse criticità presenti in questa parte degli scavi, dallo scavo archeologico alla stabilità dei versanti e delle strutture, agli interventi a carico della copertura vegetale esistente. In questa fase iniziale l’attività del gruppo di lavoro del Laboratorio di Storia della Vegetazione e Anatomia del Legno riguarda essenzialmente lo studio e la caratterizzazione della copertura forestale che insiste su una vasta porzione dell’area in questione; in una fase successiva verranno indicate le tecniche e le strumentazioni utili a prevedere un intervento a carico della copertura arborea che tenga conto della criticità rappresentata dal fatto che gli apparati radicali insistono direttamente su contesti archeologici. In effetti la porzione di bosco in esame si è sviluppata sia sui cumuli borbonici che sulle strutture immediatamente a ridosso delle mura, e per questo si prevede di effettuare un rilievo ed una schedatura sistematica di alberi ed arbusti, con particolare attenzione agli apparati radicali.

La copertura vegetale attuale del versante in questione è inquadrabile dal punto di vista forestale come bosco di neoformazione: si tratta cioè di specie che hanno colonizzato in tempi diversi una vasta area costituita in parte da materiale di riporto (cumuli di sterri di epoca borbonica) e in parte le strutture archeologiche. Le specie dominanti sono quelle tipiche di questi contesti, ovvero specie “pioniere”, autoctone e non, caratterizzate da grandi capacità di colonizzare questo tipo di ambienti: sambuco (Sambucus nigra), fico (Ficus domestica), olmo (Ulmus minor), ailanto (Ailanthus altissima), robinia (Robinia pseudacacia).