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Nasce l’Area Archeologica di Pava

Il racconto del paesaggio e la fruibilità del racconto

L’Area Archeologica di Pava.

Sabato 26 luglio alle ore 18 a San Giovanni d’Asso viene inaugurata l’Area Archeologica di Pava.

La chiesa battesimale di S. Pietro in Pava è documentata dall’anno 714, ma dieci anni di ricerche, condotte dal Dipartimento di Scienze Storiche e Beni Culturali dell’Università di Siena, hanno messo in luce un contesto archeologico straordinariamente ricco e unico.
Prima di San Pietro era infatti presente una chiesa paleocristiana, ad absidi contrapposte, una rarità nei territori lontani dai grandi centri della Cristianità, dotata di una vasca battesimale di oltre due metri di diametro e di arredi architettonici che parlano di una chiesa davvero molto importante nei sei secoli compresi fra il VI e il XII d.C.
Dalla fase altomedievale la chiesa vive tuttavia un progressivo ridimensionamento che la porta ad ottenere una struttura senza absidi, intorno alla quale si ammassa il cimitero, ad ora uno dei più vasti scavati ed indagati in Toscana.

L’Area Archeologica nasce ovviamente per comunicare e valorizzare i resti della grande chiesa paleocristiana di Pava, ma l’anima del progetto è un coinvolgente “viaggio nel tempo” dove archeologia, paesaggio e architettura si compenetrano in un percorso innovativo mai sperimentato. Così se la realizzazione del progetto è stata affidata all’architetto Edoardo Milesi, che ha realizzato un centro didattico unico, non ispirato da nessun modello presente sul territorio e in armonia con il paesaggio che la circonda, il Laboratorio di Storia della vegetazione è stato chiamato a raccontare l’evoluzione del paesaggio prima, durante e dopo la frequentazione del sito di Pava.

Viti maritate ai “testucchi” in un podere presso Pava, fossili viventi di un paesaggio ormai estinto.

Ecco che allora in questo viaggio nel tempo sarà possibile osservare e capire le grandi trasformazioni che hanno caratterizzato la Valle dell’Asso, grazie al racconto di alcuni degli elementi che caratterizzano o che hanno caratterizzato questo territorio. Nel racconto sarà possibile immergersi e camminarvi, attraverso un percorso che dai panorami attuali conduce verso la ricreazione di un tipico bosco medievale e di coltivazioni ancora in uso fino al secolo scorso, come le viti maritate ai “testucchi”, come si usava in questo tratto della Valle dell’Asso quando ancora le campagne erano condotte con il sistema agrario mezzadrile.